Differentemente dall’omonimo quadro britannico, in questa versione milanese, Caravaggio dipinge una scena che avviene qualche momento dopo la sorpresa dei discepoli alla scoperta di Cristo risorto. cogliendo, in ogni pagina di essa, quello che si riferisce a lui. 13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. In entrambe, c’è lui presente: nell’Eucaristia sotto forma di cibo, nella Parola sotto forma di luce e di … Per inviare comunicati e foto utilizzare l'indirizzo email: redazione@teleaesse.it. Parrocchia Santi Chiara e Francesco Telefono: 02 8259255 E dice loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Per mancanza di tempo non ho modo di mettere la punteggiatura e le eventuali correzioni grammaticali che la trascrizione può aver commesso. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi di mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Sulla via Gesù venne loro incontro. La loro diffidenza iniziale verso lo sconosciuto si scioglie lentamente sino a diventare fraternità: vieni a casa mia, tu che sei mio ospite. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc.24,13-22). Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». E rappresenta anche il cammino ideale per ogni credente, proprio perché chi segue Gesù è una persona che ha fatto una scelta radicale, ben ponderata. La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. E' significativo il fatto che non vi sia stata una grande ricerca biblica per sapere chi fossero: due discepoli e basta. Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». La frazione del pane: il gesto ha una sua simbologia umana e storica: “Mentre si sedevano con lui, prese del pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro”. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno volge già al declino”. Come abbiamo potuto cogliere dalla “Storia del popolo ebraico”, l’ospitalità è uno dei pilastri del costume, è il modo di essere uomini veri: saper accogliere chiunque, a qualunque ora, in qualunque tempo, senza mai irritarsi, preparando subito tutto con gioia, è un preciso dovere tramandatoci dalla Bibbia. Dopo la risurrezione e l’ascensione di Gesù, Gesù inviò i Suoi discepoli (Matteo 28:18-20; Atti 1:8) perché fossero i Suoi testimoni. Gli occhi di Maria erano chiusi dalle lacrime, dal dolore, dalla ricerca sbagliata; i due di Emmaus sono accecati dall’aver perso ogni speranza, dal non aver compreso le parole di Dio contenute nella Scrittura. Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall’evento Gesù, il Crocifisso. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. L’apertura degli occhi: siamo in opposizione al tema della chiusura degli occhi: “i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo”, cioè erano come accecati. In preghiera con i due discepoli di Emmaus 1 visualizza scarica. La Chiesa non può trattenere Gesù nella visibilità storica di prima. Coronavirus Alto Molise, non tutti i comuni onorano il giorno della Liberazione, La quarta domenica di Avvento è dedicata alla Vergine Santissima, Terza domenica di Avvento: Santa Lucia, con Don Domenico Franceschelli, Immacolata Concezione 8 dicembre 2020 con Don Domenico Franceschelli, Vangelo domenica 6 dicembre 2020: "Egli vi battezzerà in Spirito Santo", Vangelo del giorno domenica 8 novembre spiegato da Don Domenico Franceschelli, Il Vangelo di domenica 25 ottobre con Don Domenico Franceschelli, Scatole di Natale contro il disagio economico e sociale, Castel di Sangro fa del bene, Inquinamento ambientale: Carabinieri Forestali sequestrano opificio, Protesta commercianti Castel di Sangro, gli imprenditori scendono in Piazza, “La posta di Babbo Natale” anche quest’anno Poste Italiane risponde alle letterine dei bambini, Piazza Plebiscito a Castel di Sangro, finalmente una vera Agorà nella Città, Presentazione Video “Istituto Professionale MAT” Patini Liberatore Castel di Sangro, Zona Rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio 2021, finestra Arancione dal 28 al 30 dicembre. FOGLIO PER L’APPROFONDIMENTO: N. 334 (RIASSUNTO SINTETICO NON RIVISTO DALL’AUTORE) I discepoli di Emmaus: è Pasqua ma sono tristi.Sono semplicemente dei delusi che tornano a casa… eppure è Pasqua. Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Gesù, però, sparisce. DISCEPOLI DI EMMAUS – 2018 . CELLULE DIOCESANE DI EVANGELIZZAZIONE. “I discepoli di Emmaus”: un brano che ha sempre affascinato. Luca, con la frase, “spezzò il pane” ha in mente l’Eucaristia, vuole rilevare che Gesù, ormai Risorto e vivo, si dona ai due manifestandosi nella carità perfetta dell’Eucaristia. Scuola dell’infanzia – I discepoli di Emmaus. In entrambe le raffigurazioni, i discepoli sono stupiti ma non terrorizzati. L’incontro in Emmaus Luca 24, 13-35. Data l'estrema rarità del nome Cleopa-Clopa nella Palestina dell'epoca (0,2%), è verosimile che questi tr… Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! 14 Lungo la via parlavano tra loro di quel che era accaduto in Gerusalemme in quei giorni. Mentre i discepoli parlano Gesù li ascolta facendo in modo che esprimano le proprie ansie, le proprie amarezze e angosce. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Conclusione: nell’insieme, l’apparizione di Gesù ai due discepoli ci rammenta che noi umani siamo esseri in cammino e bisognosi di significati; che in questo cammino siamo chiamati a riconoscere la Parola di Dio che ci incalza, ci interpella continuamente sulla direzione del nostro viaggio per spiegarcene il senso; che la libertà e la felicità di noi umani consiste nell’accogliere questa Parola, nel non rifiutarla, nell’aprire gli occhi e il cuore al disegno di Dio rivelatoci pienamente nel mistero del suo Figlio Gesù morto e risorto per noi, vivo e operante in mezzo a noi. Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante. E anche noi, soprattutto in un tempo difficile da comprendere come questo, siamo tanto simili ai discepoli di Emmaus. Nel Vangelo di Luca, il viaggio storico di Gesù diventa il cammino ideale, la “strada dei discepoli”, che seguono il loro maestro. Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo. Al tempo di Gesù: Dopo la morte di Gesù alcuni suoi amici sono scoraggiati. Gesù gliele spiega, spiega il mistero dell’uomo, della storia, degli avvenimenti, delle vicende ed ecco che il loro cuore arde: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto…quando ci spiegava le Scritture?”. Il testo non chiarisce l'identità dei due discepoli. Ma Gesù sparì dalla loro vista. Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” E iniziando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». Scopriranno che Gesù è vivo ed è sempre con loro, anche se talvolta fanno fatica a riconoscerlo. Dove hai la testa? Ma la condivisione è, di fatto, un simbolo umano e per questo Gesù l’ha scelto come simbolo eucaristico, come segno del dono della sua vita all’uomo. I due discepoli lasciano Gerusalemme tristi e delusi per poi ritornarvi commossi, entusiasti, felici e colmi di speranza. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. A un tratto “si aprirono i loro occhi e lo riconobbero”. Da dove vieni? I discepoli non solo non fanno nulla perché l’incontro possa accadere, quasi accettano il viandante con indifferenza, a malincuore e frappongono l’ostacolo della delusione, della rinuncia a credere e a sperare. Ed è un simbolo che ci interpella, che interpella gli abitanti delle nostre città che, vivendo magari nello stesso condominio, con gli appartamenti sulle stesse scale, si ignorano per anni senza avvertire il bisogno di salutarsi, di frequentarsi, di conoscersi, di accogliersi. I due di Emmaus conoscono molto bene la vita di Gesù. Ed ecco, in quello stesso giorno, due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa sette miglia da Gerusalemme e conversavano di tutto quello che era accaduto. Gli occhi dei due discepoli però erano incapaci di riconoscerlo. Ne fanno un riassunto perfetto, identico a quello insegnato nella catechesi della Chiesa primitiva (vv. Corredato da un’ampia anteprima, ecco il riassunto della trama di Emmaus di Alessandro Baricco, romanzo edito in Italia da Feltrinelli con un prezzo di copertina di 8,00 euro (ma online lo si può acquistare con il 15% di sconto).Il titolo è disponibile anche in eBook al prezzo di euro 4,99. Emmaus (Greco della koiné: Ἐμμαούς, letto Emmaus; ebraico חמת letto Hammat, significa "primavera temperata", in arabo: عِمواس ‎ Imwas) era un'antica città della Palestina, situata a 11 chilometri (ipotizzando 185 metri * 60 stadi), da Gerusalemme.. Nel racconto di Luca, uno dei due discepoli si chiama Cleofa (Κλεοπᾶς), a volte reso anche con Cleopa Nel momento in cui fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Tuttavia i loro occhi sono incapaci di riconoscerlo. Camminavano piuttosto perplessi, perché avevano avuto notizia dall’annuncio angelico che Gesù era vivo (v. 22), ma avevano ancora dei dubbi … Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Noi umani, immersi nell’ordinaria quotidianità, non vediamo le meraviglie dell’amore di Dio che ci circondano, non sappiamo leggere la Scrittura nella maniera giusta, temiamo che il Dio di Gesù, di cui sentiamo parlare, ci impedisca di essere felice, di vivere come intendiamo vivere limitandoci la libertà. Tutto è definitivamente sigillato e oscurato dietro la gran pietra rotolata contro l’ingresso del sepolcro scavato nella roccia. Sulla strada di Emmaus, Luca 24:13-35 Due discepoli vanno al villaggio di Emmaus lo stesso giorno della risurrezione di Gesù. Più volte nella vita Rembrandt (1606-1669), tra i più grandi pittori della storia dell’arte europea, si confrontò con l’episodio pasquale che racconta dei due discepoli di Emmaus e del loro incontro con Gesù. Suor Luigia racconta ai bambini di due discepoli che presero la strada per Emmaus pensando in cuor loro che non ci fosse più niente da aspettare. Gesù però dà rilievo alla libertà dei discepoli, che dapprima scoraggiata e rinunciataria, viene via via rigenerata e aperta alla speranza, alla fiducia nel disegno di Dio sulla storia dell’uomo. Rembrandt, Cena in Emmaus, Parigi - Museo Jacquemart-André Ma essi insistettero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto” (Lc 24, 29). Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Il racconto, strutturato come parabola, relativo all’apparizione di Gesù ai discepoli in cammino verso Emmaus, esercita sempre un certo fascino anche in chi non sa cogliere le sfumature del linguaggio del Vangelo. Il cammino: l’esperienza dell’itineranza, dell’andare verso un luogo. con i discepoli di Emmaus ... Osservare – amare – benedire sono un buon riassunto della Parola di Dio di oggi: Dio non mi chiede nulla per il gusto di impormi qualcosa di brutto e faticoso, ma ogni cosa è per il mio bene vero, che alle volte neanche io conosco fino in fondo. Mentre camminavano parlando di quanto era successo in quei giorni, Gesù si accostò e si mise a camminare insieme a loro. Luca 24:13-53: I discepoli di Emmaus 13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. Gesù è stato accolto in maniera trionfante, acclamato come un re; ha trasmesso il comandamento dell’amore; durante la cena per festeggiare la Pasqua ha rivelato il valore del servizio con la lavanda dei piedi, ha garantito la sua presenza reale spezzando il pane e versando il vino; è stato arrestato; ha sopportato tradimenti e rinnegamenti; processato, ingiuriato, torturato, condannato a morte, trafitto su una croce, sepolto…Tutto è finito: sogni, idee, bisogni, certezze, amicizie, progetti, speranze e illusioni tessuti pazientemente durante l’arco di tre anni di sequela fedele a attenta. La vita umana è un dinamismo, va avanti, è protesa verso una direzione e Dio viene incontro all’uomo per accompagnarlo e per camminare con lui. La loro decisione è di abbandonare e scordare la vicenda di Gesù, per dirigersi verso il definitivo ritorno alla realtà precedente, al quotidiano di ogni giorno. Dove si trova: Pinacoteca di Brera, Milano. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Tuttavia, può accadere che nell’arco del cammino possono succedere fatti imprevisti o cose che ci lasciano perplessi, o che nascano dubbi e amarezze. Quotidiano telematico registrato presso il Tribunale di Isernia, registro stampa numero 03/2014 del 03/04/2014. Ne consegue un insegnamento prezioso: è basilare conoscere la Scrittura per scoprire l’amore di Dio per l’uomo e la sua lunga storia d’amore per noi tutti che si è dispiegata nella storia della salvezza. L’appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda. Devi essere connesso per pubblicare un commento. Emmaus assicura tutti che, quando ascoltano la Scrittura nella liturgia della Parola e partecipano allo spezzare del pane nella liturgia eucaristica, sono realmente incontrati da Cristo e ritrovano fede e speranza. Un progetto di uomo nuovo, alla maniera di Gesù Cristo, è proposto proprio a loro che lo seguono verso Gerusalemme. I discepoli di Emmaus. San Luca racconta che la domenica di Resurrezione due discepoli di Gesù partirono da Gerusalemme alla volta di Emmaus. Scuola dell’infanzia – I discepoli di Emmaus. La vita dei discepoli di Emmaus è senza gusto, malata, perché si aspettavano un tipo diverso di salvezza, si erano fatti un’idea di come Gesù dovesse liberarli, ed è per questo che non lo riconoscono. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 2 pomeriggi di spiritualità con i Catechisti , incentrati sulla pericope evangelica dell'incontro con il Risorto dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35). L’evento della passione e morte di Gesù aveva sconvolto tutti, a cominciare da chi l’aveva seguito, ma la Sua resurrezione era la Notizia stupenda, inattesa del giorno… come dovrebbe essere per il credente, pensando che ci attende un giorno la nostra resurrezione. Domandò loro: «Che cosa?». Non scordiamo, per comprendere appieno il senso di questa parte del Vangelo di Luca, che Gesù profeta riunisce attorno a sé, con l’efficacia del suo insegnamento e dei suoi prodigi, un gruppo di uomini, per lo più pescatori, associandoli al suo ministero di uomo-Dio. Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero. Anche il particolare quando Gesù pone la domanda, i due si fermano e poi riprendono a camminare, rivela che è data molta importanza a questa esperienza sotto la quale può essere vista la storia di ogni uomo. Ora hanno compreso che ogni pagina della Bibbia, dal primo all’ultimo Libro, contiene quella Parola vivente che è Gesù morto e risorto. Iniziamo pregando il nostro angelo custode! Colui che l’ha fatta nascere, l’ha portata con sé nella tomba. La raffigurazione di Rembrandt del 1648 della cena di Emmaus è costruita sulla base di una prima realizzazione da lui eseguita sei anni prima, nella quale il discepolo sulla sinistra si alza e pone le mani in preghiera. E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. E’ a quel punto che Gesù prende l’iniziativa e chiede loro: “Che sono questi discorsi che state facendo tra voi durante il cammino?” La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Gesù è veramente risorto ed è apparso ai suoi discepoli che subito non lo … Da quel momento in poi si fa riferimento a loro chiamandoli apostoli. L’iniziativa dell’incontro, dicevo, parte da Gesù. I due discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato il Signore e dopo averlo riconosciuto nel segno del pane, ritornano a quella comunità che avevano abbandonato con il cuore pieno di tristezza. Lc.24,13-35. Solo il Risorto ne è l’interprete adeguato. Quindi il gesto di «spezzare il pane» indica un’azione di Gesù che, dalla cena avanti la passione, si estende ben oltre, sia prima che dopo quella sera, tanto da coinvolgere anche i due discepoli di Emmaus. I discepoli di Emmaus Caravaggio - Cena in Emmaus "Se fosse necessario dare tutto il Vangelo per una sola scena, in cui esso sia interamente riassunto, non esiterei a designare i discepoli di Emmaus. I discepoli di Emmaus. La vita comunitaria deve offrire il clima di fede e di carità, che sostiene la testimonianza insieme alla preghiera. Prevede un primo momento per l'ascolto e la riflessione sulla Parola e un secondo momento di Adorazione Eucaristica, che si conclude con la celebrazione dei Vespri e la Benedizione Eucaristica. Parrocchia San Biagio Telefono: 02 8259144. Luca parla spesso di Gesù come “colui che fa cammino”, cioè è in cammino. In quello stesso giorno, quello della scoperta della tomba vuota, la domenica della resurrezione, due discepoli delusi e tristi, si mettono in cammino verso Emmaus, un villaggio distante da Gerusalemme una decina di chilometri, conversando di tutto quello che era accaduto. Allego, dopo il video, il testo che è stato automaticamente trascritto. di don Giulio Barbieri, in merito a questo brano. Il cuore riscaldato e riaperto dal segno della Parola spiegata implora il viatico di un segno più intimo, quello del pane spezzato. Come mai pur conoscendo bene il suo volto, pur essendo suoi fedeli discepoli, non capivano che era Gesù? 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. 26 aprile, 2020 Michele di Franco I Vespri 0 comments. Ma qualcuno non pensa così. Schema per un'ora di adorazione eucaristica con i discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35) Il brano evangelico viene proclamato per intero all'inizio, diviso poi in cinque momenti con breve commento. Proprio come egli stesso fece con i discepoli di Emmaus. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Non bastano voci di donne per farla rinascere. Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Se non conoscessimo l’esito della vicenda è facile intuire le reazioni con gli altri: “Fate come volete…pazienza, è stato bello, è stato un sogno…andiamo…peggio per voi…siete adulti e vaccinati…insomma, arrangiatevi!”. Don Luigi Maria Epicoco – I discepoli di Emmaus. La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Quando invece, nel nostro cammino di ricerca faticosa, apriamo gli occhi, per la grazia del Signore Risorto, è in quel momento che scopriamo con stupore e con gioia che Dio ci ama, ci è amico, ci è Padre, che Gesù ci è fratello, che la fede è la chiave della vita veramente umana. I due Discepoli di Emmaus siamo noi quando, delusi, ci allontaniamo dai riferimenti essenziali della nostra vita spirituale – Gerusalemme – per rifugiarci nei nostri piccoli villaggi, nel nostro “privato”. Essi stavano parlando di Gesù, morente in croce e tre giorni dopo risuscitato. Il fuoco che brucia produce scuotimento, sconvolgimento interno, emozione forte, inquietudine e tormento; è l’esperienza che nasce dall’ascolto vero della Parola di Dio. Parrocchia Sant’Angelo Telefono: 02 8253649. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”. A causa della ferita che è forte nell’animo, anzi è talmente bruciante che li rode dentro, e avvertono la sensazione di essere stati ingannati, tanto che avvertono la necessità di sfogarsi. Nel racconto è espressa con parole meravigliose e amorevoli: “Resta con noi”, dicono i due a Gesù, non andartene, vogliamo stare insieme. La partecipazione del medesimo pane è più dell’ospitalità, è la condivisione della mensa che rende veramente fratelli, è come una cerimonia di alleanza, di amicizia: cioè metto in comune il pane che è un mio bene. "L'incontro di Gesù con quei due discepoli sembra essere del tutto fortuito: assomiglia a uno dei tanti incroci che capitano nella vita. Si fermano un istante, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli dice: “Tu solo sei cos’ forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi accaduto in questi giorni?” Domandò, Gesù: “Che cosa?” Di fronte ad uno così non verrebbe voglia di rispondergli: “Ma scusa, dove vivi? I due discepoli conoscevano le Scritture, ma non ne avevano colto il significato più profondo. Il racconto dell’incontro tra Gesù risorto e i due discepoli in cammino verso Emmaus è stato sapientemente collocato da Luca nell’ultimo capitolo del suo vangelo, che vuole significare una conclusione e nello stesso tempo un’apertura della narrazione che proseguirà negli Atti degli apostoli. Mentre conversano e discutono insieme, Gesù in persona si affianca e cammina con loro facendosi compagno di quella strada. Solo di uno viene presentato il nome, Clèopa (Κλεόπας, Kleópas, Lc 24,18), mentre l'altro è lasciato anonimo. La vicenda dei discepoli di Emmaus, che tutti conosciamo, accade nella giornata della domenica di Resurrezione. Gesù è rimasto tra noi in due modi: nell’Eucaristia e nella sua parola. Ma egli sparì dalla loro vista. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Tra l’andare e il tornare c’è di mezzo l’incontro con il pellegrino sconosciuto che sta all’origine del loro mutamento. Gesù in cammino con i discepoli di Emmaus. Deve sapere e credere che egli è vivo con essa e la vivifica nell’Eucaristia. 13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. Al tempo dei Vangeli: Ciao bambini, è iniziata un’altra settimana e se fossimo a scuola faremmo insieme religione. Egli entrò per rimanere con loro. Il personaggio nominato non ricorre altrove, né in Luca né in altri passi del Nuovo Testamento. Anche Maria di Magdala, in un primo momento, aveva scambiato Gesù per i custode del giardino. Quindi il gesto di «spezzare il pane» indica un’azione di Gesù che, dalla cena avanti la passione, si estende ben oltre, sia prima che dopo quella sera, tanto da coinvolgere anche i due discepoli di Emmaus. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 28 Febbraio 2019. Altri, invece, si riprendono e continuano a sperare. Data di produzione: 1606. Noi tutti conosciamo la vera identità del pellegrino, e questo sapere ci crea un clima di attesa e di partecipazione emotiva alla vicenda dei due discepoli. Chi erano in realtà i due discepoli di Emmaus? 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Editore: Michele di Franco P.Iva: 00923460943 Email: difranco@teleaesse.it. Due dei discepoli di Gesù stavano andando verso un villaggio di nome Emmaus che dista da Gerusalemme circa 11 chilometri (60 stadi). L’ospitalità: l’accoglienza è un altro simbolo centrale e antichissimo dell’uomo che supera l’istintivo timore del viandante che bussa alla porta. Torta con 60 candeline per Bruno Carmosino: buon compleanno! Tutta la struttura di quello stupefacente periodo vissuto accanto al Maestro è crollata con la sua crocifissione.