483 c.p. E detto sistema di comunicazione interna, secondo il dichiarato del comandante di compagnia A. , non solo non si è rivelato del tutto inefficace, atteso che l’atto, pervenuto presso la stazione di Montalto Uffugo, non è stato protocollato in ingresso a causa di disfunzioni interne all’ufficio, ma all’epoca non era neanche desueto, potendo accadere che venisse utilizzato per qualunque tipo di comunicazione nei casi di scarsa dimestichezza con lo strumento della posta elettronica o negligenza e superficialità dell’operante. 1.1. Il falso innocuo presuppone (cfr., per tutti, Cons. 95 e 112 del T.U. La Corte di appello ha aggiunto che la mancanza nella copia della carta di identita’, prodotta ai fini della partecipazione alla gara, dell’indicazione del numero civico esatto era anch’essa volta ad impedire collegamenti tra padre e figlio e rendeva ancor piu’ subdola l’indicazione nell’autocertificazione di un numero civico diverso da quello di effettiva residenza e tale “modifica era diretta ovviamente ad impedire che tramite la verifica della Commissione sulla residenza del padre emergesse il dato della convivenza e si accertasse l’esistenza di un unico centro di interessi nelle due societa’ concorrenti.”. Nel caso di specie la Corte di appello, richiamando il disposto dell’articolo 62-bis c.p., u.c., ha escluso la rilevanza dell’assenza di precedenti penali a carico dell’imputato e ha evidenziato la assenza di collaborazione da parte del prevenuto nonche’ l’elevato valore del contratto di appalto posto a concorso, dal quale ha desunto la particolare gravita’ del delitto per il quale e’ stata pronunciata condanna. +39 06 393 75 075 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. È evidente che la Corte catanzarese con una siffatta valutazione, argomentata nei termini e modi testè indicati, sia innanzitutto incappata in un percorso motivazionale del tutto illogico e non lineare, innanzitutto perché ancorato ad una circostanza del tutto ultronea rispetto alla fattispecie criminosa, quale il movente della condotta, che in quanto tale al più avrebbe potuto essere considerato, e sempre unicamente ad colorandum, all’esito della verifica della integrazione o meno dell’ipotesi di reato contestata, che, si rammenta, consta del rifiuto indebito di atto di ufficio che per ragioni di giustizia deve essere compiuto senza ritardo; esso, invero, partendo da tale presupposto non conferente si snoda poi attraverso la valorizzazione di ulteriori circostanze di fatto marginali e non determinanti - quali la presenza o meno in servizio di persona deputata all’inoltro del fax ovvero all’utilizzo del mezzo telematico, non potendo dipendere la prontezza di un adempimento da circostanze dipendenti dall’organizzazione dell’ufficio, rispetto al quale il C. stesso rivestiva peraltro il ruolo di maresciallo capo; l’utilizzo di un mezzo alternativo ché però in alcun modo avrebbe potuto garantire l’immediata comunicazione, presupponente peraltro, quanto meno, anche un riscontro di ricezione da parte dell’effettivo destinatario; l’assunta esistenza di una prassi, che difficilmente può riferirsi, però, anche a casi analoghi a quello in esame in cui si trattava di comunicazione dell’esecuzione di misura cautelare, e comunque indicata come sintomatica di leggerezza o negligenza -, che parimenti non possono costituire i motivi fondanti l’esclusione della sussistenza del fatto, risolvendosi essi piuttosto in fattori accidentali, corollari non determinati sotto il profilo costitutivo-integrativo della fattispecie de qua, che andava pertanto esaminata, e motivata, innanzitutto sotto il profilo - suo proprio - oggettivo. Tags: douglas adams praticamente innocuo arthur dent. (soggetto cautelato) tutte le avvertenze normativamente previste, tra cui il divieto di lasciare senza autorizzazione il luogo in cui avrebbe dovuto scontare la misura degli arresti domiciliari. del tribunale di Cosenza dell’esistenza di una misura cautelare in corso sul territorio di sua competenza; indi trattavasi di comunicazione che doveva essere compiuta senza ritardo, con tempestività, affinché potessero essere realizzati gli effetti che le sono propri.Conclude che, dovendosi ritenere sussistente il rifiuto di un atto di ufficio non solo a fronte di una richiesta o di un ordine ma anche quando sussista un’ urgenza sostanziale impositiva del compimento dell’atto in modo tale che l’inerzia del pubblico ufficiale assuma per l’appunto la valenza del consapevole rifiuto dell’atto medesimo, deve ritenersi integrata la condotta contestata nel caso di specie.Nè potrebbe assumere rilievo il presupposto giustificatorio posto a fondamento della motivazione dalla Corte territoriale ovverosia che l’imputato, Comandante della stazione dei Carabinieri, non sapesse usare il fax o la PEC trattandosi di circostanza documentalmente smentita nella misura in cui risultano agli atti comunicazioni con protocollo informatico creato dall’imputato medesimo. Nè tanto meno poteva darsi rilievo a un presupposto giustificatorio non rilevante ovverosia al fatto che l’imputato, Comandante della stazione dei Carabinieri, non sapesse usare il fax o la PEC, trattandosi peraltro di circostanza che non può ritenersi neppure assodata alla stregua degli atti (anzi da quelli allegati dalla parte civile emergerebbe il contrario). 5, Sentenza n. 2809 del 17/10/2013 Ud. Non solo questo non è sempre vero, ma è follemente, pazzamente, stupidamente, vermoignominiosamente falso!" +39 081 877 48 42, Corso Giuseppe Garibaldi, 194 udito il difensore dell’imputato, avv. 483 c.p. 20 likes. L’indicazione di un numero civico di residenza diverso da quello risultante all’anagrafe era del tutto irrilevante, poiche’ esso non era un elemento necessario della domanda di partecipazione alla gara, ne’ un presupposto di ammissione alla gara stessa; si trattava di un dato neutro che non poteva incidere sull’esito del procedimento. 51166/2013; 6 Maggio 2014 Sul significato dell’espressione “ trovato in possesso ” nell’art. Donec sit amet dapibus. 2.1. 2.2. 293 c.p.p. La Corte di appello ha aggiunto che l’obiettivo della condotta era quello di impedire alla Commissione di gara di accorgersi che tra le due societa’ concorrenti vi fosse una cointeressenza tale da creare interferenza nella procedura di gara, atteso che il padre dell’odierno ricorrente era amministratore unico della (OMISSIS) s.r.l. Nonostante tra i documenti prodotti da (OMISSIS) per partecipare alla gara vi fosse anche la fotocopia della sua carta di identita’ che riportava la via ove egli era residente senza l’indicazione del numero civico, i giudici del merito avevano attribuito prevalenza al certificato anagrafico riportante detto numero. Avverso detta sentenza ricorre per cassazione (OMISSIS), a mezzo del suo difensore, affidandosi a tre motivi. e quello che ha poi trasmesso il fax in data 19.1.2010 (l’appuntato Z. ) con rinvio per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di Appello di Catanzaro. Il secondo motivo di ricorso e’ infondato. In definitiva la Corte, nel fondare la propria decisione sui motivi sopra indicati - gli unici posti a fondamento dell’assoluzione dal reato di rifiuto di atti di ufficio - ha finito con l’omettere di valutare i decisivi elementi probatori che descrivono, invece, l’omissione in tutte le sue sfaccettature e depongono, piuttosto, per l’assoluta urgenza della comunicazione, oltre che per l’assoluta inverosimiglianza della, pur valorizzata, incapacità del C. di adoperare quanto meno un fax (o un telefono), peraltro dallo stesso C. non sostenuta in termini assoluti, ma limitatamente agli allegati (il teste B. comandante di (…) ebbe peraltro a riferire in dibattimento che in realtà il C. si era giustificato con lui per il mancato inoltro dicendo di non aver fatto in tempo e che era stata una mera svista, cfr. D’altronde - continua la Corte - il verbale di cui all’art. Open het programma Kladblok. , alla misura cautelare domiciliare, peraltro attribuita in maniera certa al C. alla stregua delle perizie grafiche espletate.Segnatamente il C. , nella sua qualità di Comandante della stazione dei Carabinieri di (…), nell’esercizio delle sue funzioni, aveva redatto il verbale di notifica del provvedimento di sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari a carico del Ce. Watch Queue Queue 49 comma 2 Cod. pen., 8870/15). teoria del “falso innocuo”, che troverebbe applicazione in tutti quei casi in cui “il falso [.] Non si era in presenza di due documenti riportanti dati diversi, ma di un unico documento, il certificato anagrafico, riportante il dato mancante nella fotocopia della carta di identita’. Pen. 476 c.p., comma 2 articolando argomentazioni che sono sostanzialmente analoghe a quelle sviluppate dal sostituto procuratore generale, trattandosi di identica tematica afferente il falso contestato, affrontata soprattutto sotto il profilo della differenza tra il falso innocuo e il falso fidefacente. Ahò! 5, n. 38720 del 19/06/2008, Rocca, Rv. Nello specifico, egli evidenzia che la vicenda dalla quale si era originato il fatto a lui contestato era piu’ ampia, poiche’ inizialmente egli era stato imputato, assieme a (OMISSIS) e (OMISSIS), di avere falsamente attestato il possesso dei requisiti di cui al Decreto Legislativo n. 163 del 2006, articolo 38, comma 1, lettera m-quater ed in particolare di avere dichiarato di non trovarsi in relazione di fatto con altre imprese concorrenti tale da comportare che le offerte potessero essere imputabili ad un unico centro decisionale. In data 7.3.2019 è pervenuta memoria nell’interesse della parte civile S. in cui si contesta quanto esposto dall’imputato e si ribadisce la insussistenza del falso innocuo. 248395).Dal che è agevole desumere che l’innocuità non deve essere valutata con riferimento all’uso che dell’atto falso venga fatto. Il Collegio ha avuto modo di precisare, inoltre, che si ha falso innocuo, od inutile (e, quindi, una concreta manifestazione di un “reato impossibile “ per inesistenza dell’oggetto od inidoneità dell’azione ex art. Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale. Risulta inoltre provato che l’imputato il 16 gennaio 2010 ha redatto la comunicazione di vigilanza indirizzata alla stazione di Montalto Uffugo e per conoscenza al Comando di Rende imbucandola nelle rispettive caselle postali dell’alveare utilizzato per le comunicazioni interne, giustificando l’adozione di tale sistema sulla scorta delle proprie limitate capacità di uso del fax e della Pec, spiegazione che non risulta smentita dalle altre risultanze dibattimentali, che hanno dato atto di come il militare solitamente incaricato delle comunicazioni telematiche (l’appuntato Ca. ) visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; Avverso l’anzidetta sentenza hanno proposto ricorso per Cassazione il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Catanzaro, in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. In altri termini si ritiene che non resti privo di valore il fatto che la falsa attestazione non fosse utile a far conseguire ulteriore rilievo giuridico all’atto che comunque avrebbe conseguito il suo effetto anche con la sola attestazione della presenza dell’unico verbalizzante realmente presente, ovvero il C. , perché ciò che rileva sarebbe, in buona sostanza, lo scopo, l’uso, cui l’atto è preordinato; in tal modo si finisce però con l’affermare, non solo, che non rilevi il contenuto in sé dell’atto e, quindi, di per sé, la falsa attestazione in esso contenuta, ma anche che non rilevi l’eventuale idoneità dell’atto falso ad ingannare comunque la fede pubblica (laddove esso rileva di là della peculiare valenza probatoria dell’atto così formato, anche ed eventualmente a fini diversi da quello per il quale il documento è stato predisposto; ed invero, questa Corte ha già avuto modo di chiarire come il falso sia irrilevante quando non accresce in alcun modo la valenza probatoria dell’atto, e non anche quando l’atto stesso potrebbe esplicare una qualche efficacia pure in assenza della falsificazione, attestando ad es. info@pec.studiodisa.it, +39 081 877 4842 In tema di falsità in atti ricorre il cosiddetto falso innocuo nei casi in cui l’infedele attestazione, se si tratti di falso ideologico, o l’alterazione, se si verta in ipotesi di falso materiale, siano del tutto irrilevanti ai fini del significato dell’atto e non esplichino effetti sulla sua funzione documentale, non dovendo l’innocuità essere valutata con riferimento all’uso che dell’atto falso venga fatto. 25233301). 3. 2.1. Con il secondo motivo il ricorrente lamenta violazione di legge per avere ritenuto sussistente la violazione dell’articolo 483 c.p. Corte di Cassazione, ordinanza n. 29284 dep. 1.2. Quando esci senza autocertificazione. Il Tribunale aveva assolto i coimputati, ritenendo insussistente il fatto loro ascritto, non essendo dimostrato che le imprese a loro riconducibili e quella di (OMISSIS) fossero tra loro collegate nel modo sopra descritto, ma aveva condannato (OMISSIS) per avere egli indicato nella domanda di partecipazione alla gara di appalto di risiedere ad un numero civico diverso da quello risultante all’anagrafe. +39 089 258 04 38, Via Giovanni Porzio, Centro Dir. Il falso ideologico si configura nei casi in cui il pubblico ufficiale, nell’esercizio delle sue funzioni, attesti falsamente che un fatto sia stato compiuto o sia avvenuto in sua presenza; il falso è innocuo e quindi non punibile per mancanza di offensività in concreto solo se non offende il bene tutelato, laddove nel caso di specie il bene tutelato offeso è la fede pubblica. Nel caso oggetto dell’impugnazione in esame, in realtà, nel corpo dell’atto si parla anche, proprio, al plurale, si dice "noi" laddove gli altri due marescialli erano assenti per essersi già allontanati dalla sede di servizio, ed in definitiva si attesta essere avvenute le circostanze indicate nell’atto medesimo alla presenza anche degli assenti, dei quali sono infine apposte le firme false.). 21/01/2014) Rv. 100% Upvoted. 25027/20), Coltivazione di una pianta di marijuana non nuoce alla salute pubblica (Cass. 46 del … La Corte di appello, infatti, ometteva di considerare che il (OMISSIS), se effettivamente fosse stato scaltro, avrebbe potuto limitarsi ad indicare l’indirizzo di residenza come risultante dalla carta di identita’, privo dell’indicazione del numero civico. 4. falso innocuo o inutile; laddove quello avente ad oggetto il reato di rifiuto di atti di ufficio è accoglibile sotto il duplice profilo del denunciato vizio argomentativo per contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione e per travisamento probatorio; rispetto a quest’ultimo delitto va però rilevata l’intervenuta maturazione della prescrizione, risalendo il fatto-reato al 18.1.2010 il termine, pari a sette anni e mezzo ai sensi degli artt. Il procuratore speciale della parte civile, S.G. , ha a sua volta dedotto due motivi. We associate experience and innovation to create products that speed up the industrial processes. Dichiarare il falso nell’autocertificazione è un comportamento che può costare molto caro: nel peggiore dei casi fino a 6 anni di carcere.Questo perché chi compila il modulo di autocertificazione e lo consegna alle Forze dell’ordine si assume la responsabilità civile e penale delle informazioni rese.. copia del provvedimento cautelare, ha redatto in proprio la relata di notifica apposta sullo stesso atto, adempimento da ritenersi di essenziale rilevanza nell’ambito del procedimento esecutivo de quo." pen.) 1. 409/410 Modestino Carlo Alessandro, e la parte civile, S.G. , a mezzo del procuratore speciale già costituito. ha natura ricognitiva degli adempimenti esecutivi compiuti che nel caso di specie risultano formalmente e materialmente riconducibili al solo imputato, il quale, nel consegnare al Ce. Si deve, invero, più in generale osservare che, contrariamente alla conclusione interpretativa della Corte catanzarese, sussiste il "falso innocuo" nei casi in cui l’infedele attestazione (nel falso ideologico) o l’alterazione (nel falso di falso materiale) siano del tutto irrilevanti ai fini del significato dell’atto e del suo valore probatorio e non esplicano effetti sulla sua funzione documentale, non dovendo l’innocuità essere valutata con riferimento all’uso che dell’atto falso venga fatto. Curae Etiam in dui sit amet sapien accumsan tempor. Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. (cfr. Tags: i soliti ignoti mario monicelli vittorio gassman er pantera. 46 del Codice. Is This a JoJo Reference? arcu, non eros. Gratuito patrocinio, autocertificazione falsa non comporta revoca se reddito sotto soglia Il beneficio può essere revocato solo nelle ipotesi previste dagli artt. Col primo motivo denuncia inosservanza o erronea applicazione della legge penale con riferimento al disposto di cui all’art. 5, n. 35076 del 21/04/2010, Immordino, Rv. Con il primo motivo lamenta violazione di legge e difetto di motivazione in relazione all’articolo 483 c.p. Le circostanze emerse dall’istruttoria a vantaggio di (OMISSIS) erano state svilite e valutate in senso a lui sfavorevole mediante argomentazioni illogiche e contraddittorie e in violazione dei criteri di valutazione della prova fissati dalla legge. 4. tali da giustificare il ventilato trattamento di favore (l’imputato avrebbe consentito al cautelato di non subire controlli per tutto il fine settimana). Praticamente innocuo, Douglas Adams. share. Per il falso atto notorio c’è reato. 4 luglio 2019 Il Collegio ritiene di dover dissentire dalla soluzione conforme all'orientamento della giurisprudenza di legittimità attualmente formatosi, secondo cui la veridicità dell'autocertificazione allegata all'istanza di cui al d.P.R. Con la sentenza in epigrafe la Corte di Appello di Bari ha confermato la sentenza del 9 giugno 2015 del Tribunale di Bari che, all’esito del giudizio ordinario, per quanto di interesse in questa sede, ha condannato (OMISSIS) alla pena di un mese di reclusione per il delitto di cui all’articolo 483 c.p., consistito nell’avere attestato falsamente in atto pubblico, in seno ad un procedimento concorsuale pubblico di gara per l’appalto di lavori pubblici, che egli era residente ad un numero civico diverso da qu… Il Tribunale aveva altresi’ ritenuto che la falsita’ fosse diretta ad occultare la coabitazione di (OMISSIS) e (OMISSIS) e quindi la cointeressenza tra le imprese da essi gestite. 2014, Ventriglia, Rv. udito il Pubblico Ministero, in persona Sostituto Procuratore Generale Dott.ssa PICARDI Antonietta, che ha concluso chiedendo che il ricorso sia rigettato; info@studiodisa.it pur in presenza di un falso innocuo. 185132).Con riferimento specifico al c.d. Conclude il ricorrente che si tratta di elementi che consentono di escludere l’innocuità del falso contestato, indi cita la giurisprudenza di questa Corte al riguardo, (in particolare una delle ultime sentenze della Cassazione, Sezione 5 n. 8200 del 2018) ed afferma che i giudici di legittimità ricordano in diverse pronunce che il falso ideologico si configura nei casi in cui il pubblico ufficiale, nell’esercizio delle sue funzioni, attesti falsamente che un fatto sia stato compiuto o sia avvenuto in sua presenza e che il falso è innocuo solo se non offende il bene tutelato, laddove nel caso di specie il bene tutelato offeso è la fede pubblica e il falso commesso dall’imputato non può essere considerato innocuo in quanto l’immutatio veri riguarda la presenza al compimento dell’atto di polizia giudiziaria di due carabinieri che non hanno partecipato nè alla redazione dell’atto medesimo nè all’attività che quell’atto era destinata ad attestare, attesa altresì la funzione probatoria del verbale di sottoposizione a misura cautelare personale, che non si limita alla mera attestazione, da parte degli agenti operanti, di tipo comunicativo circa l’esecuzione rituale del provvedimento restrittivo, ma risiede anche nella attestazione delle circostanze e delle concrete modalità operative dell’atto di polizia giudiziaria ad opera di chi lo ha effettuato.In altri termini, la funzione probatoria riguarda sia il fatto della sottoposizione rituale di un soggetto alla misura cautelare personale disposta dal giudice, sia che determinati pubblici ufficiali di Pg abbiano concretamente eseguito quella attività, sulla quale, peraltro, nell’ambito del procedimento penale possono assumere anche la veste di testi in ordine alle modalità e ai tempi di esecuzione della misura cautelare.Nè tantomeno, infine, potrebbe assumere rilievo l’intento che muove l’agente, trattandosi di fattispecie configurate come reati di pericolo e connotate dal dolo generico. Per lo stesso motivo non puo’ sostenersi che la fotocopia della carta di identita’, priva dell’indicazione del numero civico, abbia tolto valore alla falsa indicazione contenuta nell’autocertificazione. Si rimanda, in particolare, alle circostanze emergenti dai rispettivi atti e verbali dibattimentali allegati al ricorso della parte civile (di cui si dirà, nel dettaglio, in seguito), che non appaiono correttamente e/o adeguatamente valutate dalla Corte territoriale, che si è limitata ad affermare ed osservare al riguardo, che "... " il movente" (riferito dal S. ) che ha informato le conclusioni del primo giudice non abbia trovato conferma nelle deposizioni testimoniali rese dagli altri militari in servizio presso la Stazione di XXXX, i quali hanno escluso l’esistenza di rapporti personali tra il C. e il Ce. Peraltro il rilascio della carta di identita’ priva di indicazione del numero civico, in quanto attuato da un pubblico ufficiale del Comune di Cancello e Arnone, non poteva essere imputato all’odierno ricorrente. Tale atto oggetto di falsificazione, è assistito da fede privilegiata, sia con riguardo alla sua provenienza, sia alla autenticità delle firme dei soggetti intervenuti, e sia con riferimento alla effettiva presenza dei marescialli al momento di formazione dell’atto. In altri termini, l’imputato che aveva ricevuto l’ordine da parte del GIP del tribunale di Cosenza di dare esecuzione alla misura cautelare domiciliare con la espressa delega al controllo sulla misura dei carabinieri di Montalto Uffugo, dapprima ha redatto un falso verbale di sottoposizione alla misura portando presenti i marescialli S. e R. , in realtà assenti, apponendo firme false al loro posto, ed ha, poi, omesso di comunicare tempestivamente ai Carabinieri di Montalto Uffugo, preposti al controllo, la sottoposizione del detenuto alla misura cautelare domiciliare con conseguente impossibilità da parte dei predetti Carabinieri di controllare il detenuto dal 15 gennaio al 20 gennaio 2010. - mancanza requisito atto pubblico - reato non sussiste Per l'integrazione del reato punito dall'art. in modo ingannevole l’esistenza in vita o la presenza dell’interessato in una certa data od in un certo luogo. udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Di Dario Di Maria ¶ Inviato su Ius, Management, Uncategorized ¶ Tag autocertificazione, decadenza, falsa dichiarazione, falso innocuo, sentenza cassazione, sezioni unite ¶ Lascia un commento Corte di Cassazione Penale, SS.UU., sentenza n. 14723 dep 12 maggio 2020 Del tutto contraddittoriamente, la Corte di appello aveva ritenuto che la mancata indicazione del numero civico nella carta di identita’ impedisse alla commissione di gara di venire a conoscenza dell’esatto numero civico di residenza del (OMISSIS) e quindi della circostanza che egli coabitava con suo padre (OMISSIS) e quindi aveva ritenuto la mancanza del numero civico sulla carta di identita’ un sintomo di maggiore scaltrezza dell’imputato, il cui comportamento appariva subdolo. 476 cpv. In sostanza la Corte di appello afferma che la errata indicazione del numero civico nell’autocertificazione e la modificazione della copia della carta di identita’ non dell’originale, del quale non si fa menzione nella sentenza – allo scopo di impedire che da essa risultasse l’esatto numero civico erano componenti di un’unica condotta volta ad occultare alla Commissione la convivenza di padre e figlio, che avrebbe potuto allertare la Commissione e indurla a ritenere sussistente l’esistenza di un unico centro di interessi. e agli articoli 192 e 530 c.p.p.. 25941/20), Reato suggerire risposte al telefono al candidato d'esame (Cass. Ne’ puo’ sostenersi che sussistesse una situazione di incertezza in ordine al numero civico di residenza, poiche’ questo risultava dal certificato anagrafico acquisito dalla Commissione di gara e prodotto in giudizio; non puo’ darsi rilievo ad una mera fotocopia della carta di identita’ del (OMISSIS), la quale neppure riporta tale dato. Ciò è vieppiù evidente, se si considera quanto emerge dagli atti indicati e/o allegati dalla parte civile, che rendono palese pure la ricorrenza del vizio del travisamento probatorio (cfr. era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, che l’ordinanza applicativa della misura gli era stata notificata e che erano state date al Ce. Con il terzo motivo il ricorrente si duole della omessa motivazione circa la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche, sebbene il ricorrente sia incensurato e i fatti siano risalenti nel tempo e possano essere diversamente qualificati. con rinvio per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di Appello di Catanzaro. +39 081 787 93 93, Via Fratelli Rosselli n.2 80067 – Sorrento (NA) SENTENZA Le suesposte considerazioni conducono all’annullamento senza rinvio, agli effetti penali, della sentenza impugnata limitatamente al delitto di cui all’art. della Stazione di San Pietro in Guarano, i quali tuttavia risultavano territorialmente incompetenti in ordine alla vigilanza della misura. alla misura cautelare domiciliare. 20 Dicembre 2013 Dichiarazione priva di sottoscrizione: tra falso innocuo e grossolano – Cass. 25674/2011), Sentenza inventata, condanna per falso materiale (Cass. Sort by. Ciò nonostante, la Corte territoriale nella sentenza impugnata afferma: "Premesso che sussiste il falso innocuo quando l’infedele attestazione (nel falso ideologico) o la compiuta alterazione (nel falso materiale) sono del tutto irrilevanti ai fini del significato dell’atto e del suo valore probatorio e pertanto non esplicano effetti sulla funzione documentale, nel caso di specie l’apposizione sul verbale delle firme false del S. e del R. , due marescialli dei carabinieri, si è tradotta esclusivamente nella inveritiera attribuzione della paternità dell’atto a questi ultimi e non ha dunque inciso sulla verità sostanziale che lo stesso era diretto a provare consistente nell’esecuzione del provvedimento cautelare. per essere il reato estinto per prescrizione; annulla la medesima sentenza agli effetti penali quanto all’ulteriore imputazione di cui all’art. sul punto sia il verbale dibattimentale allegato dalla difesa che la sentenza di primo grado). L’autocertificazione falsa viene punita quale falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico ai sensi dell’art. 328 c.p. Il falso ideologico si configura nei casi in cui il pubblico ufficiale, nell’esercizio delle sue funzioni, attesti falsamente che un fatto sia stato compiuto o sia avvenuto in sua presenza; il falso è innocuo e quindi non punibile per mancanza di offensività in concreto solo se non offende il bene tutelato, laddove nel caso di specie il bene tutelato offeso è la fede pubblica. 1. pagina 5 della sentenza impugnata). In dit artikel leggen we je uit hoe je dat doet. D’altronde - continua la Corte - il verbale di cui all’art. Annulla senza rinvio agli effetti penali la sentenza impugnata limitatamente al delitto di cui all’art. a misura cautelare domiciliare è conseguito l’omesso controllo dei militari sul cautelato, protrattosi dal 15 gennaio 2010 alla data del 20 gennaio 2010, giorno in cui il maresciallo B. ha preso direttamente dalla cancelleria dell’ufficio G.I.P. This video is unavailable. 497-bis (possesso di documenti falsi) 8 Ottobre 2014 Il falso impossibile: tra esigenze di tutela del bene giuridico e principio di offensività pagina 5 della sentenza impugnata). Locazione: gli obblighi del locatore e del conduttore. Sono due atti diversi, e con funzione diversa, il verbale di sottoposizione alla misura cautelare e la notifica dell’ordinanza custodiate, il primo è falso non solo perché reca le firme false dei due agenti, quanto anche nella misura in cui attesta che in realtà i predetti sottufficiali erano presenti al momento dell’esecuzione della misura cautelare, circostanza questa certamente non corrispondente al vero. 2. per essere il reato estinto per prescrizione; all’annullamento della medesima sentenza agli effetti penali quanto all’ulteriore imputazione di cui all’art. We have always been searched for the best solutions for our partner helped by collaborators that work in the automation sectors and leak test for 35 years. 15-09-2019. 1. 00195 Roma (cfr. (OMISSIS), che ha chiesto l’accoglimento del ricorso. 5, n. 43952 del 13/04/2017, Pettinelli, Rv. CTRL + SPACE for auto-complete. Con la pronuncia impugnata la Corte di Appello di Catanzaro, in riforma della sentenza del Tribunale di Cosenza di condanna di C.V. alla pena di anni due di reclusione e al risarcimento del danno in favore della costituita parte civile, ha assolto il predetto dai reati, a lui ascritti, di cui all’art.